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	<title>art. 1227 c.c. &#8211; Osservatorio Veneto del Diritto d&#039;Impresa</title>
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	<description>Camera Civile &#039;Giulio Partesotti&#039;</description>
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		<title>Responsabilità del liquidatore verso un creditore sociale per errata redazione del bilancio finale di liquidazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Osservatorio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 15:29:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tribunale di Venezia, Sezione Specializzata in Materia di Impresa, 26 giugno 2025, n. 3271/2025 Nel giudizio promosso dal creditore insoddisfatto contro il liquidatore ex art. 2495 c.c., l’azione ha natura extracontrattuale e grava sull’attore la prova degli elementi dell’illecito, del danno e del nesso causale. In caso di cessione di ramo d’azienda, l’assunzione dei debiti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tribunale di Venezia, Sezione Specializzata in Materia di Impresa, 26 giugno 2025, n. 3271/2025</p>
<p>Nel giudizio promosso dal creditore insoddisfatto contro il liquidatore <em>ex</em> art. 2495 c.c., l’azione ha natura extracontrattuale e grava sull’attore la prova degli elementi dell’illecito, del danno e del nesso causale.</p>
<p>In caso di cessione di ramo d’azienda, l’assunzione dei debiti da parte dell’acquirente, anche se qualificata come “accollo”, non libera la cedente in mancanza del consenso del creditore; ne consegue che, in sede di liquidazione, tali debiti devono essere iscritti nel bilancio finale e soddisfatti, non potendosi invocare i principi OIC per eliminare dal bilancio un debito che non sia stato trasferito in senso liberatorio.</p>
<p>La cessione di ramo d’azienda e l’eventuale accollo dei debiti da parte del cessionario non liberano l’alienante in mancanza del consenso del creditore (art. 2560 c.c.), sicché i debiti devono essere considerati in sede di bilancio finale di liquidazione; tuttavia, la responsabilità risarcitoria del liquidatore è esclusa quando il creditore conservi la piena possibilità di soddisfarsi nei confronti del cessionario quale condebitore (e/o del socio beneficiario dell’attivo) e ometta di attivarsi, rilevando tale inerzia ai fini del difetto di danno/nesso causale e, comunque, ai sensi dell’art. 1227, comma 2, c.c.</p>
<p>Nell’azione risarcitoria contro il liquidatore <em>ex</em> art. 2495 c.c., la mera mancata soddisfazione del credito non basta: il danno è configurabile solo se l’illecito del liquidatore abbia ostacolato o impedito la normale soddisfazione del credito. Ove al creditore resti la concreta possibilità di agire verso il condebitore (ad es. il cessionario del ramo) e/o verso il socio beneficiario dell’attivo, la mancata attivazione del creditore integra condotta rilevante <em>ex</em> art. 1227, comma 2, c.c. (nella fattispecie il Tribunale ha rigettato la domanda risarcitoria).</p>
<p>A cura di Lorenzo Saviane</p>


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