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	<title>statuto &#8211; Osservatorio Veneto del Diritto d&#039;Impresa</title>
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	<description>Camera Civile &#039;Giulio Partesotti&#039;</description>
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	<title>statuto &#8211; Osservatorio Veneto del Diritto d&#039;Impresa</title>
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	<item>
		<title>Rapporti tra arbitrato e giurisdizione ordinaria</title>
		<link>https://www.osservatoriodirittoimpresa.it/2023/09/15/rapporti-tra-arbitrato-e-giurisdizione-ordinaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Osservatorio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 17:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[Società di capitali]]></category>
		<category><![CDATA[arbitrato e compromesso]]></category>
		<category><![CDATA[art. 2482 bis c.c.]]></category>
		<category><![CDATA[art. 3 comma 3 d.lgs. 168/2003]]></category>
		<category><![CDATA[art. 819 ter c.c.]]></category>
		<category><![CDATA[atto costitutivo]]></category>
		<category><![CDATA[società a responsabilità limitata]]></category>
		<category><![CDATA[statuto]]></category>
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					<description><![CDATA[  Tribunale di Venezia, Sezione Specializzata in Materia di Impresa, 30 marzo 2023, sentenza non definitiva n. 578/2023 Quando non tutti i convenuti hanno eccepito la competenza arbitrale e non tutte le domande sono coperte dalla clausola, il criterio discretivo, ex art. 819-ter c.p.c., è quello della separazione delle cause, salvo il litisconsorzio necessario (nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p>Tribunale di Venezia, Sezione Specializzata in Materia di Impresa, 30 marzo 2023, sentenza non definitiva n. 578/2023</p>
<p>Quando non tutti i convenuti hanno eccepito la competenza arbitrale e non tutte le domande sono coperte dalla clausola, il criterio discretivo, <em>ex </em>art. 819-<em>ter </em>c.p.c., è quello della separazione delle cause, salvo il litisconsorzio necessario (nel caso di specie il Tribunale ha escluso il litisconsorzio fra amministratore e soci, essendo stati insieme evocati per restituire le stesse somme o comunque risarcire lo stesso danno).</p>
<p>La c.d. regola dell’attrazione delle domande e dei procedimenti che presentano ragioni di connessione con quelle già formulate in giudizio, <em>ex </em>art. 3 comma 3 d.lgs. 168/2003, è recessiva rispetto al criterio discretivo tra la competenza arbitrale e quella giurisdizionale di cui all’art. 819-<em>ter </em>c.p.c.</p>
<p>In presenza di una clausola compromissoria che devolvi all’arbitro unico “<em>le controversie insorgenti tra i soci ovvero tra i soci e la società che abbiano ad oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale, comprese quelle relative alla validità delle delibere assembleari</em>”, il Tribunale ha stabilito che la domanda di invalidità di una delibera assembleare di s.r.l. avente ad oggetto un aumento volontario di capitale è assoggettata alla competenza arbitrale.</p>
<p>A cura di Lorenzo Saviane</p>


<div class="wp-block-file"><a id="wp-block-file--media-dcd1651a-a77a-48a9-88ad-0e0f0944f136" href="https://www.osservatoriodirittoimpresa.it/wp-content/uploads/2025/07/sent-578.23.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sent 578.23</a><a href="https://www.osservatoriodirittoimpresa.it/wp-content/uploads/2025/07/sent-578.23.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-dcd1651a-a77a-48a9-88ad-0e0f0944f136">Download</a></div>
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		<item>
		<title>Esercizio del diritto di recesso del socio di s.p.a. in caso di fusione, scissione, mutamento dell’oggetto sociale</title>
		<link>https://www.osservatoriodirittoimpresa.it/2023/04/24/esercizio-del-diritto-di-recesso-del-socio-di-s-p-a-in-caso-di-fusione-scissione-mutamento-delloggetto-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Osservatorio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Apr 2023 14:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2022]]></category>
		<category><![CDATA[Massimario]]></category>
		<category><![CDATA[Società di capitali]]></category>
		<category><![CDATA[art. 2437 c.c.]]></category>
		<category><![CDATA[art. 2473 c.c.]]></category>
		<category><![CDATA[art. 2497 c.c.]]></category>
		<category><![CDATA[Fusione]]></category>
		<category><![CDATA[recesso]]></category>
		<category><![CDATA[s.r.l.]]></category>
		<category><![CDATA[socio]]></category>
		<category><![CDATA[statuto]]></category>
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					<description><![CDATA[Tribunale di Venezia Sezione Specializzata in Materia di Impresa sent., 15.7.2022, n. 1374/2022 Non è fondata la tesi che invoca l’applicazione alla s.p.a. delle cause di recesso previste esclusivamente per le s.r.l. (art. 2473 c.c.) quali il caso che si deliberi la fusione o scissione, a meno che la s.p.a. non sia caratterizzata da (i) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tribunale di Venezia Sezione Specializzata in Materia di Impresa sent., 15.7.2022, n. 1374/2022</p>
<p><span style="font-size: revert; color: initial;"><br />Non è fondata la tesi che invoca l’applicazione alla s.p.a. delle cause di recesso previste esclusivamente per le s.r.l. (art. 2473 c.c.) quali il caso che si deliberi la fusione o scissione, a meno che la s.p.a. non sia caratterizzata da (i) ristrettezza della compagine societaria; (ii) carattere familiare dell&#8217;investimento (e della gestione); (iii) non ascrivibilità al modello della “società aperta” e, quindi, da non facile trasferibilità a terzi dell&#8217;investimento effettuato dai soci (nel solco di Cass., 12.11.2018, n. 28987).</span></p>
<p>Ai fini della legittimità del diritto di recesso previsto dall’art. 2437 comma 1 lett. a) c.c. rileva una modificazione “significativa” dell’oggetto sociale, ossia una modificazione che incida in modo rilevante sul profilo di rischio dell’investitore, e quindi alteri significativamente il rischio dell’investimento nel senso di ampliarlo, ridurlo o modificarlo (nel caso di specie il Tribunale ha ritenuto che, qualora la modica dell’oggetto sociale determini l’entrata della s.p.a. in un mercato del tutto diverso il socio/investitore viene proiettato in un ambito del tutto nuovo, rispetto a quello proprio delle attività precedentemente esercitate, con conseguente legittimo esercizio del diritto di recesso).</p>
<p>a cura di Mattia Carlotto</p>


<div class="wp-block-file"><a id="wp-block-file--media-f7b23708-cb17-4650-b972-7dfdbf5b67c1" href="https://www.osservatoriodirittoimpresa.it/wp-content/uploads/2025/04/Sent.-1374-2022.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sent. 1374-2022</a><a href="https://www.osservatoriodirittoimpresa.it/wp-content/uploads/2025/04/Sent.-1374-2022.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-f7b23708-cb17-4650-b972-7dfdbf5b67c1">Download</a></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Lo statuto che non limiti espressamente il trasferimento gratuito di quote esclude la prelazione</title>
		<link>https://www.osservatoriodirittoimpresa.it/2022/07/15/lo-statuto-che-non-limiti-espressamente-il-trasferimento-gratuito-di-quote-esclude-la-prelazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Osservatorio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2022 17:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2022]]></category>
		<category><![CDATA[Massimario]]></category>
		<category><![CDATA[Società di capitali]]></category>
		<category><![CDATA[art. 2469 c.c.]]></category>
		<category><![CDATA[art. 2471 bis c.c.]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
		<category><![CDATA[prelazione]]></category>
		<category><![CDATA[quote]]></category>
		<category><![CDATA[società a responsabilità limitata]]></category>
		<category><![CDATA[statuto]]></category>
		<category><![CDATA[trasferimento]]></category>
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					<description><![CDATA[Tribunale di Venezia, Sezione Specializzata in Materia di Impresa, 7 febbraio 2022, n. 168/2022 L’esercizio del diritto di prelazione dei soci di una s.r.l. è generalmente limitato ai soli casi di cessione di quote a titolo oneroso, mentre una sua estensione ai trasferimenti a titolo gratuito è eccezione, possibile solo se l’atto costitutivo contiene una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tribunale di Venezia, Sezione Specializzata in Materia di Impresa, 7 febbraio 2022, n. 168/2022</p>
<p>L’esercizio del diritto di prelazione dei soci di una s.r.l. è generalmente limitato ai soli casi di cessione di quote a titolo oneroso, mentre una sua estensione ai trasferimenti a titolo gratuito è eccezione, possibile solo se l’atto costitutivo contiene una esplicita pattuizione (nel caso di specie è stata esclusa la prelazione per la cessione a titolo gratuito in presenza di una clausola statutaria che prevede espressamente l’esercizio di tale diritto entro un termine dalla data in cui è pervenuta “<em>la relativa offerta con le condizioni di cessione</em>”).</p>
<p>A cura di Lorenzo Saviane</p>


<div class="wp-block-file"><a id="wp-block-file--media-54d1590a-f15a-47dd-bfec-8e8e9f643ee0" href="https://www.osservatoriodirittoimpresa.it/wp-content/uploads/2025/07/168-22.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">168-22</a><a href="https://www.osservatoriodirittoimpresa.it/wp-content/uploads/2025/07/168-22.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-54d1590a-f15a-47dd-bfec-8e8e9f643ee0">Download</a></div>
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		<item>
		<title>L&#8217;adeguamento automatico delle clausole statutarie alle nuove norme derogabili introdotto dalla riforma del diritto societario.</title>
		<link>https://www.osservatoriodirittoimpresa.it/2022/06/24/ladeguamento-automatico-delle-clausole-statutarie-alle-nuove-norme-derogabili-introdotte-dalla-riforma-del-diritto-societario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Osservatorio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2022 15:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Massimario]]></category>
		<category><![CDATA[2022]]></category>
		<category><![CDATA[Società di capitali]]></category>
		<category><![CDATA[clausole statutarie]]></category>
		<category><![CDATA[d.lgs. 17 gennaio 2003 n. 6]]></category>
		<category><![CDATA[statuto]]></category>
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					<description><![CDATA[Tribunale di Venezia Sezione Specializzata in Materia di Impresa, 24 giugno 2022, n. 1223/2022 &#160;Il mancato adeguamento dello statuto di una società alle nuove norme di carattere derogabile introdotte dalla riforma del diritto societario di cui al D.Lgs. n. 6/2003 comporta conseguenze differenti a seconda che, nello statuto previgente, la volontà dei soci fosse quella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Tribunale di Venezia Sezione Specializzata in Materia di Impresa, 24 giugno 2022, n. 1223/2022</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">&nbsp;Il mancato adeguamento dello statuto di una società alle nuove norme di carattere derogabile introdotte dalla riforma del diritto societario di cui al D.Lgs. n. 6/2003 comporta conseguenze differenti a seconda che, nello statuto previgente, la volontà dei soci fosse quella di adottare una disciplina pattizia specifica, derogatoria della disciplina legislativa , escludendo quindi il recepimento automatico di qualsiasi loro successivo cambiamento, (c.d. rinvio fisso) ovvero fosse quello di sposare semplicemente le norme dettate dalla legge di riferimento al momento dell’applicazione della clausola, dal legislatore valutate come le regole adeguate al momento storico di riferimento (rinvio mobile). Nel primo caso, le norme statutarie, in quanto espressione della volontà dei soci, sopravvivono alle modifiche legislative; nel secondo caso, trattandosi di norme che si limitano a rinviare alla disciplina previgente, devono ritenersi assoggettate al recepimento automatico di ogni modifica legislativa che introduca una nuova disciplina della materia, salvo che l’assemblea, successivamente alla riforma, abbia adottato deliberazioni in contrario.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">A cura di Alberto Gianola</p>



<div class="wp-block-file"><a id="wp-block-file--media-ebf7a0da-e97e-404b-8bfa-bf753c48eba7" href="https://www.osservatoriodirittoimpresa.it/wp-content/uploads/2024/03/1223-22-1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">1223-22-1</a><a href="https://www.osservatoriodirittoimpresa.it/wp-content/uploads/2024/03/1223-22-1.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-ebf7a0da-e97e-404b-8bfa-bf753c48eba7">Download</a></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Clausola statutaria di gradimento a favore degli amministratori ed insindacabilità del suo esercizio</title>
		<link>https://www.osservatoriodirittoimpresa.it/2022/04/24/clausola-statutaria-di-gradimento-a-favore-degli-amministratori-ed-insindacabilita-del-suo-esercizio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Osservatorio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Apr 2022 11:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Massimario]]></category>
		<category><![CDATA[2022]]></category>
		<category><![CDATA[Amministratori]]></category>
		<category><![CDATA[Società di capitali]]></category>
		<category><![CDATA[cessione partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[clausola statutaria]]></category>
		<category><![CDATA[statuto]]></category>
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					<description><![CDATA[Tribunale di Venezia Sezione Specializzata in Materia di Impresa 24 aprile 2022 n. 792/2022 Ove lo statuto societario attribuisca al Consiglio di Amministrazione il potere di esprimere il proprio gradimento o meno in caso di cessione delle partecipazioni sociali, l’esercizio di tale potere è del tutto insindacabile essendo espressione della discrezionalità riservata all’organo gestorio nelle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Tribunale di Venezia Sezione Specializzata in Materia di Impresa 24 aprile 2022 n. 792/2022 </p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">
  Ove lo statuto societario attribuisca al Consiglio di Amministrazione il potere di esprimere il proprio gradimento o meno in caso di cessione delle partecipazioni sociali, l’esercizio di tale potere è del tutto insindacabile essendo espressione della discrezionalità riservata all’organo gestorio nelle scelte imprenditoriali. Il diniego di gradimento del CdA non configura inadempimento del socio cedente ove quest’ultimo abbia condizionato risolutivamente la cessione al gradimento e ove non abbia promesso il fatto del terzo (nel caso di specie il Tribunale ha escluso la responsabilità del socio di maggioranza per la risoluzione del preliminare di cessione delle proprie quote sociali ove il CdA abbia espresso il gradimento a favore di altro soggetto con il quale aveva anche intrattenuto trattative commerciali). 
</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">a cura di Antonio Franzoi</p>



<div class="wp-block-file"><a id="wp-block-file--media-2d36ebb9-141e-4ad6-a142-5a6b42f84366" href="https://www.osservatoriodirittoimpresa.it/wp-content/uploads/2024/05/792-22.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">792-22</a><a href="https://www.osservatoriodirittoimpresa.it/wp-content/uploads/2024/05/792-22.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-2d36ebb9-141e-4ad6-a142-5a6b42f84366">Download</a></div>
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